Ornella Ferrario

Una candidatura è un impegno importante e impegnativo, di grande responsabilità, di chi è candidato e di chi sceglie a vario titolo di sostenerla.

 

Solo un grande senso civico e la passione per la propria città possono alimentare un progetto e incoraggiare ad affrontare le varie tappe da percorrere, che sono tappe che vedono il loro culmine nella stesura di un programma, che sia un programma credibile, concreto e realizzabile.

 

Le forme per trasmettere il nostro pensiero sono molteplici: si può scrivere, si può schematizzare, si può declinarlo per punti.

 

Io scelgo una forma più discorsiva, che è la descrizione della città che un normale cittadino potrebbe fare tra qualche anno, almeno quello che vorrei potesse fare il cittadino di tutti i giorni che, uscendo dalla propria abitazione, guardandosi intorno, osserva e descrive.

Parlerò alla prima persona singolare, ma le parole sono di ciascuno di voi, per raccontarvi la Legnano che potrete vedere tra qualche anno, dopo la realizzazione del nostro programma.

 

Scelgo di muovermi in bici, perché il contesto mi incoraggia, arrivo da Castellanza percorrendo una  strada ciclabile che, immersa nel verde, costeggia l’Olona, ormai confermato come fiume ritrovato, asse della città, pulito e ideale.

 

Non sono sola, vedo che molti prediligono spostamenti a piedi o in bici, anche se nuovi mezzi di trasporto urbano, di dimensioni ridotte, a chiamata e a basso impatto energetico, prova di una scelta di sostenibilità ambientale, a ciclo continuo, sono certamente comodi e a portata di tutti, anche di chi sceglie le periferie come luogo residenziale. Periferie di nome, ma non di fatto, perché la città inclusiva sa valorizzare le iniziative di quartiere, ha distribuito il decoro urbano, l’illuminazione, il controllo del vigile di quartiere a 360 gradi. E questo ha incoraggiato anche l’apertura di qualche piccola attività commerciale, che contribuisce a far rinascere i quartieri periferici.

 

Non posso non osservare come il palazzetto dello sport di Castellanza sia ora una parte di un centro sportivo ben più ampio, che arriva fino alla via Gabinella, con spazi moderni e servizi, gettonato fin dalle prime ore del mattino, utilizzato dalle numerose associazioni sportive legnanesi, che promuovono lo sport per tutti, perché sport significa benessere, aggregazione, marketing.

 

Lungo la ciclabile la segnaletica ordinata e ben visibile indirizza altri visitatori a percorsi diversi, e colgo immediatamente il senso di tre diversi percorsi:

 

  • Valorizzare la storia industriale che è stata una vera e propria rivoluzione di inizio secolo,
  • Valorizzare la storia locale, più antica, che ha lasciato segni indelebili: storia antica, che indirizza al Museo Sutermeister ormai ampliato, storia medioevale, che ci porta verso il castello, sede ospitante di una mostra permanente di tracce del passato, storia dell’arte che ci conduce al centro cittadino alla scoperta del Luini, dei Lampugnani, dell’arte contemporanea. Per quest’ultima la segnaletica mi rimanda anche verso Castellanza, verso il Museo Pagani, grande realtà finalmente valorizzata fondata grazie a passione e lungimiranza di uno dei tanti legnanesi con un DNA artistico o imprenditoriale.
  • Valorizzare l’ambiente e la natura del territorio, perché le mappe presenti lungo il tracciato disegnano una rete ciclabile che collega Legnano con altri comuni, dalla valle Olona, verso il tracciato dei vecchi mulini e addirittura in direzione Ticino.

 

Seguendo il corso del fiume, arrivo nel centro cittadino, dove un edificio dall’impatto originale e moderno, frutto di una sapiente ristrutturazione, un edificio passivo ad alta efficienza energetica, pieno di luce, attrattivo, facile e accogliente, viene frequentato da persone di ogni età.

 

E’ la biblioteca  del XXI secolo, voluta fortemente sull’asse di congiunzione dei punti di interesse culturale e di promozione della cultura:  scuole, museo Sutermeister, teatro, palazzo Leone da Perego, Castello, chiese, e non solo.

 

Entrare è sorprendente: si respira l’aria di una “casa del sapere e dell’incontro”, che riveste un ruolo sociale perchè centro di gravità, di animazione, di scambio della collettività cittadina.

 

E’ accogliente per quelle situazioni, anche psicologiche o di solitudine, perché le persone sanno essere affabili e competenti, con volontari formati ad hoc, perché ha al centro le persone, non le collezioni, offre spazi di pausa, di dialogo, di incontro (c’è la caffetteria, ambiente familiare con qualche poltrona o divano).

 

Sa dare lievito alla produzione e al coordinamento di iniziative culturali sul territorio, per promuovere la coesione territoriale, per valorizzare le numerose associazioni culturali del territorio.

 

E’ tecnologicamente attrezzata, permette di connettere e mettere in rete istituzioni e cittadini offrendo un ventaglio di servizi.

 

La digitalizzazione, ormai diffusa quale elemento di semplificazione e di comunicazione facile, permette di accedere a informazioni e servizi.

 

Uno spazio fruibile gratuitamente e lontano dalle pressioni commerciali.

 

La voglia di fruirne contagia persone di ogni età.

 

Giovani studenti, famiglie, anziani, che hanno trovato in città anche spazi residenziali fatti su misura: la promozione del concetto di co-housing ha suscitato l’interesse di operatori di settore ed una nuova concezione del costruire e dell’abitare, con una ripresa immobiliare e una riqualificazione di qualche area dismessa, come la manifattura ed il vecchio ospedale.

 

In quest’ultimo tra l’altro, sede di servizi per la salute e la fragilità, sede di associazioni che operano sul territorio per potenziare il servizio alle fasce deboli, alle nuove povertà, sono sorte residenze secondo il concetto di housing sociale che, con fini di solidarietà sociale, contribuisce a risolvere il problema abitativo, con riguardo particolare alle situazioni di svantaggio economico.

 

Cohousing é stile  di vita collaborativoche privilegia i rapporti di buon vicinato per garantire alta qualità della vita, per chi vuole vivere in modo collaborativo e sostenibile.

 

Abitazioni private corredate da spazi e servizi comuni, progettati e realizzati, fin dalla concezione del progetto, dai loro futuri abitanti, combinano l’autonomia dell’abitazione privata con i vantaggi di servizi, risorse e spazi condivisi  con benefici dal punto di vista sociale, economico, ambientale, favorendo relazioni positive e stabili con il quartiere e la città di appartenenza.

 

Anche gli universitari ne sono attratti: in fondo, Legnano è ad un passo dal nuovo polo universitario di Expo, non è distante da Milano, da Varese, confina con Castellanza, notoriamente sedi di prestigiose università, ed è diventata una città che, pur rimanendo a misura d’uomo, esibisce una rivitalizzazione che la avvicina al concetto di città SMART, segno di un nuovo RINASCIMENTO LEGNANESE.

 

La segnaletica indirizza al Castello, sede di una mostra permanente che testimonia la storia, la Battaglia, oggetto di interesse delle scuole, non solo legnanesi, e del marketing turistico che la città sta promuovendo, che trova poi il suo culmine nel Palio, orgoglio cittadino, e nei  tanti eventi organizzati nel corso dell’anno, con spirito di aggregazione, di promozione delle tradizioni, della storia, della cultura.

 

Spostandomi all’interno della città osservo compiaciuta come alcuni lavori socialmente utili siano stati affidati, a titolo di volontariato, grazie a protocolli d’intesa tra comune e associazioni, ai profughi ospitati in città, investendoli di responsabilità civica.

 

La curiosità mi porta a percorrere quartieri periferici, dove si può constatare  l’avvio di un processo di attenzione al decoro nell’intera città, una periferia di qualità.

 

E’ ormai buio, ma mi sorprende la luce, modulata, intelligente.

 

I lampioni sono SMART!

Modulano l’intensità di luce, sono dotati di colonnine per segnalazioni di emergenza, per la distribuzione dell’elettricità, e di telecamere di controllo. Tutto in uno!

 

Qualcosa in più per sentirsi sicuri.

 

Ora la meta è la stazione ferroviaria.

 

Luce, piazzale ampio, qualche panchina, ordine e pulizia. L’edificio, grazie ad una sapiente ristrutturazione conservativa, ha riacquistato una veste dignitosa, degno biglietto da visita della nostra Legnano  per chi arriva, decoroso punto di partenza per molte persone, che hanno imparato a servirsi del mezzo pubblico, perché ne apprezzano la comodità e perché prendere i mezzi pubblici è più facile.

 

Non è tutto qui, ma è già molto.

 

E’ un obiettivo ambizioso per la città, per rendere la città nel contempo facile e intelligente, con la meritata attenzione al cittadino, perché la qualità della vita sia migliore per tutti, a cominciare dalle piccole e grandi esigenze di tutti i giorni.

DATI PERSONALI

Nata a Legnano, il 22 05 1955
Vive a Legnano
Si è laureata in Matematica
Attualmente, da più di 20 anni, è Vicepreside del Liceo Galileo Galilei di Legnano.